La bioacustica
Il Palablu collabora ormai da tempo con un gruppo di ricercatori del C.N.R.-I.S.M.A.R. di Ancona (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Scienze Marine). Il responsabile e coordinatore è l’Ingegnere Massimo Azzali, del dipartimento di elettronica. Il programma di ricerca si propone di studiare il linguaggi dei delfini registrando ed analizzando suoni ad alta frequenza (> 20 kHz) e suoni a bassa frequenza (< 20kHz). Gli Odontoceti, infatti, producono un’ampia serie di suoni, dalle basse frequenze, che comprendono fischi, ronzii, guaiti, schiocchi, ecc, sino ad arrivare agli ultrasuoni che riguardano invece l’ecolocalizzazione.
L’ecolocalizzazione è un sofisticato mezzo di comunicazione ed auto-comunicazione che possiedono i cetacei Odontoceti e pochi altri animali, tra cui i pipistrelli. Attraverso la produzione di suoni ad altissima frequenza, che prendono il nome di click, gli Odontoceti sono in grado di localizzare ed identificare un oggetto nell’acqua.
Grazie a questa capacità i delfini possono orientarsi anche nelle acque più torbide, distinguere oggetti di forma, consistenza e dimensioni diverse senza l’uso della vista, scovare le prede. All’interno del Palablu è stata allestita una sala dove lo staff dei ricercatori può acquisire ed elaborare i dati. La struttura del Palablu è stata progettata inoltre per avere vasche adiacenti a quella principale, dove i ricercatori possono comodamente posizionare le apparecchiature subacquee (telecamere, idrofoni e rilevatori sonar), il tutto per poter registrare gli impulsi emessi dai delfini e cercare di decodificarli.
Il lavoro di raccolta dati è iniziato nel 1997 e ha già dato numerosi frutti con la stesura di tesi di laurea svolte presso diverse Università italiane (tra cui Milano, Palermo, Bologna, Torino e Padova), e poster ed articoli scientifici presentati a convegni nazionali ed internazionali. Altre tesi sono attualmente in corso.

La riproduzione
La gestazione dura 12 mesi; durante il parto la prima parte del corpo del cucciolo a presentarsi è la coda (parto podalico): in questo modo lo sfiatatoio, l’apertura posta sulla sommità del capo attraverso cui i cetacei respirano, è una delle ultime parti del corpo ad entrare in contatto con l’acqua e la piccola, una volta nata, si troverà subito nella giusta posizione per seguire la madre in superficie e prendere il suo primo respiro.

Solitamente il travaglio dura dai 40 minuti alle tre ore e mezza.
Alla nascita i cuccioli misurano circa 90 cm e il loro corpo si presenta con la pinna dorsale leggermente incurvata e con evidenti segni verticali sui fianchi (pieghe fetali): le pinne sono infatti ancora molto morbide e flessibili per non ostacolare la nascita del delfino e le pieghe derivano dalla posizione che il feto assume all’interno della placenta.

Durante i primi mesi di vita, il cucciolo resta sempre al fianco della madre e quest’ultima provvede ad allattarlo ogni mezz’ora. La frequenza degli allattamenti poi cala e già verso i sei mesi il piccolo comincia a mangiare del pesce. Lo svezzamento definitivo avviene nella seconda metà del secondo anno di vita, e comunque prima della nascita del piccolo successivo. In questa fase, il latte materno diviene solo una parte marginale nella dieta del giovane delfino.

Le femmine raggiungono la maturità sessuale verso i 5-8 anni di età, mentre le dimensioni di un adulto intorno ai 7-8 anni; i maschi crescono sino a 8 anni circa periodo in cui viene raggiunta anche la maturità sessuale.